Il crowdfunding nasce come ricerca e concessione di fondi da parte di alcuni investitori, che si fanno promotori di un progetto, attraverso Internet, il canale utilizzato. I campi del crowdfunding spaziano dalle imprese sociali e umanitarie al giornalismo, dai beni culturali fino all’imprenditoria e alla ricerca scientifica: i promotori sono un pubblico indistinto (letteralmente “crowd” in inglese significa “folla”) e si impegnano economicamente, culturalmente e socialmente a contribuire con somme di denaro per sostenere un progetto.
Si pensa che questo modello fosse già utilizzato nel Settecento dalla comunità irlandese: in particolare, lo scrittore Jonathan Swift è considerato il padre del microcredito da quando creò degli istituti collettivi per combattere la povertà del popolo irlandese.

Ci sono varie tipologie di investimento: il reward based prevede una ricompensa per l’investitore, una volta che il progetto avrà preso forma. Un esempio può essere un artigiano, che per far nascere il suo progetto ha bisogno di denaro. Una volta che la sua attività avrà preso piede, l’investitore potrà per esempio ricevere in cambio delle forniture gratuite. Questo è sicuramente il modello più utilizzato. Il secondo viene definito donation based ed è maggiormente utilizzato da organizzazioni no profit e imprese sociali: qua l’interesse dell’investitore sta nel partecipare ad una giusta causa. I modelli lending based ed equity based si basano invece su microprestiti ad imprese o persone da parte di investitori privati, che verranno ricompensati attraverso il pagamento degli interessi sul prestito. In questi casi gli investitori non sono dei donatori, ma dei veri e propri azionisti.